PROPOSTE CHIARE, CONCRETE, RAGGIUNGIBILI. 
LA MIA VISIONE PER L'EUROPA DEL FUTURO

LE MIE PROPOSTE PER
L’ECONOMIA

MERCATO UNICO
Il mercato unico costituisce un prerequisito per la competitività a lungo termine. Il mercato unico significa sfruttare l’economia di scala.

I nostri principali concorrenti stanno approfittando del fatto che sono economie di dimensioni continentali per generare fattori di scala, aumentare gli investimenti e conquistare quote di mercato per i settori in cui conta di più. Abbiamo lo stesso vantaggio di dimensioni naturali in Europa, ma la frammentazione ci frena.

Un esempio è quello delle telecomunicazioni. Abbiamo un mercato di 445 milioni di consumatori nell'UE, ma gli investimenti pro capite sono solo la metà di quelli degli Stati Uniti, e siamo in ritardo nella diffusione del 5G e della fibra.

Uno dei motivi di questo divario è che abbiamo 34 gruppi di reti mobili in Europa che spesso operano solo su scala nazionale, contro tre negli Stati Uniti e quattro in Cina.

L’economia di scala è cruciale anche per le giovani aziende che generano le idee più innovative. Il loro modello di business dipende dalla capacità di crescere rapidamente e commercializzare le loro idee, il che a sua volta richiede un grande mercato interno. E la scala è essenziale anche per lo sviluppo di nuovi farmaci innovativi attraverso la standardizzazione dei dati dei pazienti dell'Unione europea e l'uso dell'intelligenza artificiale, che ha bisogno di tutta questa ricchezza di dati di cui disponiamo, se solo potesse essere standardizzata.      
ACCESSO AL CAPITALE E AGLI INVESTIMENTI PRIVATI
Dall'inizio della crisi finanziaria gli investimenti privati nell'UE hanno retto bene rispetto a quelli di altri attori internazionali. Approfondire l'Unione dei mercati dei capitali è essenziale per sbloccare gli investimenti privati e aumentare la competitività dell'UE. Gli investimenti necessari per accelerare le transizioni verde e digitale, rafforzare la resilienza e stimolare la competitività dell'Unione dovranno provenire principalmente dal settore privato.

Lo spessore e le dimensioni attuali dei mercati dei capitali dell'UE continuano a non essere sufficienti per sostenere la futura crescita dell'UE.

Sono necessari investimenti pubblici più ingenti e maggiormente strategici, anche attraverso strumenti più innovativi che contribuiscano a ridurre i rischi per gli investimenti privati, per mobilitare i finanziamenti privati e garantire i 650 miliardi di EUR necessari ogni anno per la duplice transizione e per la resilienza economica dell'Europa.

Gli investimenti pubblici, pari al 3,3 % del PIL, sono appena al di sopra di quelli del Regno Unito (3,3 %) e leggermente inferiori a quelli degli Stati Uniti (3,6 %). I finanziamenti dell'UE continuano a essere necessari per fare fronte alle esigenze di finanziamento, evitando la frammentazione del mercato unico dovuta a diversi livelli di sostegno nazionale (temporaneo) sotto forma di aiuti di Stato, e per ridurre le disparità regionali.      
I MIEI PUNTI CHIAVE
  • Economia sociale di mercato che vede il mercato come un mezzo e non come un fine.
  • Capital Markets Unions, creazione di un vero mercato unico europeo per rendere le nostre imprese competitive a livello mondiale.
  • Rafforzare e tutelare la struttura di base del sistema economico nazionale
  • Favorire il rafforzamento strutturale e dimensionale delle imprese e dei servizi professionali
  • Ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro e ridurre la percentuale di inattivi in età lavorativa
  • Intervenire sulla semplificazione normativa e sulla funzionalità della PA che deve essere più “amichevole”
  • Sostenere azioni per lo sviluppo sostenibile attraverso la concretizzazione dell’economia circolare
  • Rafforzare e tutelare la struttura di base del sistema economico nazionale attraverso investimenti nelle infrastrutture economiche relative alle connessioni fisiche e digitali e nelle infrastrutture energetiche e la tutela dell’integrità delle filiere produttive attraverso il sostegno ai settori hard-to-abate.
  • Incentivi e tutele adeguate a sostegno del settore della pesca
  • Correggere gli obiettivi, i tempi e i modi previsti dall'UE per la transizione energetica, da perseguire evitando di generare danni sociali ed economici tra i quali deindustrializzazione e disoccupazione ed evitando di generare lo scenario paradossale per cui l’Europa rischierebbe di esportare posti di lavoro e importare Co2 . Gli obiettivi di azzeramento delle emissioni climalteranti appaiono particolarmente penalizzanti per l’industria italiana, specie per i settori energivori
  • Completare lo sviluppo dell'European Deposit Insurance Scheme, meccanismo di condivisione del rischio tra tutti gli Stati membri
  • Creazione della Bank union per trasferire la responsabilità delle politiche bancarie dagli Stati membri all’Unione Europea

Insieme possiamo realizzare
un’Europa stabile, forte e sicura


Penso ai giovani liberi di viaggiare e conoscere, agli imprenditori i cui prodotti possono arrivare oltre i confini, a chi ha un progetto e un terreno così vasto per realizzarlo.
Come me, come noi.
Sono sempre stata europeista, ho creduto e credo fermamente nel progetto europeo.

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